Kimono da Donna

 

Esistono diversi tipi e stili di Kimono indossati secondo il livello di formalità e dell’occasione: Kurotomesode, Uchikake, Kakeshita, Furisode, Irotomesode, Houmongi, Tsukesage, Iromuji, Komon e Yukata.
Ci sono poi altri due tipi di Kimono particolari. il Mofuku, indossato nelle cerimonie funebri, e il Susohiki (o Hikizuri), indossato dalle Geisha. Inoltre, esiste tutta una serie di indumenti complementari da indossare sotto i Kimono tradzionali, fra cui i Nagajuban.

Kurotomesode

I Kurotomesode (da “Kuro”=”Nero”, “Tome”=”Tenere” e “Sode”=Manica”)sono i kimono da donna sposata più formali. Solitamente presentano cinque Kamon (stemmi familiari) dipinti a mano su maniche, petto e schiena. Il colore di fondo è il nero, in modo da contrastare elegantemente con la fodera in seta bianca damascata (rinzu) o crêpe (chirimen). Le maniche sono accorciate
(a sottolineare che la donna è sposata e quindi non più disponibile per i giochi di seduzione) e la decorazione è prevalentemente in basso: più è giovane chi lo indossa, più il disegno è in alto. Generalmente viene sfoggiato nelle occasioni importanti (per esempio, il matrimonio di un figlio).


Uchikake

Se scelgono un matrimonio tradizionale, le giovani spose indossano il Kimono più bello: un Uchikake bianco (da “Uchi“=”Interno” e “Kake“=”Pezzo”). Il colore sta a indicare che la sposa è come una tela vuota, desiderosa di apprendere le tradizioni della famiglia dello sposo e farle proprie.
A partire dagli anni ’60, divenne diffusa la pratica di affittare questo preziosissimo capo a una cifra che si aggira intorno ai 3500 euro. Viene indossato come una veste (senza Obi), sopra un Kakeshita. Solitamente è di broccato pesante e presenta motivi beneauguranti (gru, pini, ruscelli e mazzi di fiori) e soprattutto ventagli, la cui lenta apertura simboleggia la scoperta amorosa.
A meno che non sia tenuto sollevato, l’Uchikake è lungo fino a toccare terra. A differenza degli abiti da sposa occidentali, che possiedono uno strascico, l’Uchikake è ugualmente lungo per tutta la sua circonferenza. Per camminare, la sposa deve affidarsi a un aiutante.
Fino al periodo Edo, l’Uchikake veniva indossato in occasioni speciali dalle donne dei Samurai o dei guerrieri, oppure dalle appartenenti alle famiglie nobili. Da allora, è diventato parte dell’abbigliamento nuziale tradizionale giapponese e al giorno d’oggi viene utilizzato esclusivamente nei matrimoni. L’imbottitura in cotone del bordo inferiore rende questo capo ancora più elegante. Il modello e la tecnica sono meravigliosi e sofisticati. Nel dialetto del distretto di Kansai, l’Uchikake viene chiamato anche Kaidori.


Kakeshita

Il Kakeshita (da “Kake“=”Pezzo” e “Shita“=”Sotto”), indossato sotto l’Uchikake aperto e sopra il Furisode,costituisce l’abito da sposa tradizionale giapponese.Può essere colorato o bianco, a seconda dell’Uchikake che lo accompagna.
Il Kakeshita bianco prende il nome di Shiromuku (da “Shiro“=”Bianco” e “Muku“=”Puro”). La maggior parte delle decorazioni è situata sulle spalle, le maniche e l’orlo. Sul fondo è presente un orlo leggermente imbottito.
La vita è lasciata volutamente “libera”, nel caso la sposa volesse chiudere il capo con un Obi. Tuttavia, il Kakeshita può essere anche indossato aperto (come l’Uchikake) per rivelare il Furisode sottostante. Spesso, al termine della cerimonia, la sposa smette di indossare l’Uchikake rimanendo solo con Kakeshita e Furisode per maggiore comodità.


Furisode

Il Furisode (da “Furi“=”Fluttuante” e “Sode“=Manica”) è il Kimono da nubile più elegante e viene indossato dalle donne nubili alle festività: matrimoni, cerimonie del tè, feste del passaggio alla maggiore età (al compimento dei venti anni), ecc. Inoltre, è il tipico abbigliamento delle Maiko, le allieve Geisha.Presenta fantasie molto vivaci (ricamate o dipinte) per attirare lo sguardo degli uomini, esprimendo una sorta di silenzioso e malizioso invito. Le maniche sono molto lunghe (tra i 75 e i 114 cm. circa), condizionano i movimenti e conferiscono grazia e sensualità. Proprio in base alla lunghezza delle maniche, i Furisode si dividono in tre tipi: kofurisode (75cm), chuburisode (90cm) e ōburisode (105-114cm).
Questo tipo di Kimono si sviluppò durante il periodo Edo: pare derivi dal costume degli attori kabuki e delle cortigiane dei quartieri del piacere.


Irotomesode

L’Irotomesode (da “Iro“=”Colore”, “Tome“=”Tenere” e “Sode“=Manica”)è un kimono simile nello stile al kurotomesode, ma anziché essere nero è colorato. Per questo motivo, è destinato a occasioni meno formali, come festività o convegni. Il grado di formalità è dato dai Kamon: quello più formale ne presenta cinque, meno formali sono quelli con tre, uno o nessun Kamon.


Houmongi

L’Houmongi (da “Houmon“=”visita” e “gi“=”vestito”) è un tipo di kimono semi-formale. Può essere indossato sia da donne nubili che da donne sposate per eventi non troppo eleganti, come la festa della celebrazione dell’anno nuovo o per far visita alle persone. Gli Houmongi più formali possiedono dei Kamon (da uno a tre), spesso ricamati o dipinti, e solitamente la stoffa della fodera interna è differente da quella della parte esterna.
Gli Houmongi si distinguono dagli altri tipi di kimono per le decorazioni: sono motivi asimmetrici, che continuano ininterrotti dalle cuciture laterali fino all’orlo posteriore. Inoltre, l’Houmongi viene tessuto utilizzando rotoli di seta, che vengono temporaneamente stesi fino a raggiungere la lunghezza necessaria: in seguito, i rotoli vengono dipinti a mano e quindi separati per essere tinti prima di essere ricuciti. La complessità di questo procedimento li rende particolarmente preziosi.
Infine, bisogna fare attenzione nello scegliere il kimono appropriato quando ci si reca a far visita a qualcuno: infatti non dovrà mai essere più appariscente di quello della padrona di casa!


Tsukesage

Lo Tsukesage è indossato sia da donne nubili che sposate e, rispetto all’Houmongi, presenta decorazioni più discrete e solitamente limitate alle maniche e alla parte sotto la cintura. Si tratta di un tipo di kimono estremamente versatile e adattabile a più occasioni, dalla cerimonia del tè a festeggiamenti vari. Si differenzia di pochissimo dall’Houmongi: il motivo è leggermente più tendente al verticale, con disegni più sottili, dal bordo del kimono fino alla manica destra. Inoltre, per fabbricarlo è previsto un metodo più semplice, che consente di dipingere il motivo senza precedentemente tagliare la stoffa.


Iromuji

L’Iromuji (da “Iro“=”Colore” e “Muji“=”Unico”)è un tipo di kimono dipinto con un colore unico, senza decorazioni in altri colori. La seta può essere damascata (rinzu) o crêpe (chirimen). Gli iromuji chiari vengono indossati nelle occasioni felici, mentre quelli scuri sono riservati per i funerali. Ad esempio, un Iromuji nero con 5 Kamon rappresenta il primo stadio del lutto. Può essere indossato sia da donne nubili che sposate per la cerimonia del tè o riti buddisti. Il livello di formalità aumenta con la presenza dei Kamon.
L’Iromuji di colore nero prende il nome di Kuromuji (da “Kuro” = “Nero“).


Komon

Il Komon (“Comune”) è un kimono destinato all’uso quotidiano, per esempio per fare shopping o feste informali. Il motivo presenta uno stesso disegno ripetuto su tutta la superficie, generalmente in stencil. A seconda delle occasioni, può essere reso un po’ più elegante abbinandolo a un obi più formale. Il tipo di Komon più formale è l’Edo komon: il motivo è molto raffinato, composto da puntini disposti in gruppi, che vanno a comporre un disegno più ampio sulla superficie del kimono. Questa tecnica di tintura nacque nel periodo Edo e si diffuse all’interno della classe sociale dei samurai. La pasta di amido di riso viene applicata sulla seta per mezzo di stampi di cartoncino, un pezzo alla volta fino a ricoprire l’intera superficie. La tintura viene effettuata usando un solo colore tenue. Alcuni dei motivi più popolari tramandati fino ai giorni nostri (fiori di ipomea, pioggia, volpi, bambù, onde, boccioli di ciliegio e susino) risalgono all’ultima parte del periodo Edo. La caratteristica esclusiva dei Komon è che il motivo è costituito da puntini più piccoli della punta di uno spillo. La complessità della lavorazione e l’abilità necessaria si manifestano solo dopo un esame accurato del capo. Il livello di formalità dell’Edo Komon è equivalente a quello di un Iromuji e, se è presente un Kamon, può essere considerato equivalente a uno Tsukesage o a un Hōmongi.


Yukata

Lo Yukata (da “yu“=”bagno” e “katabira“=”sottoveste”) è un kimono estivo di cotone, privo di fodera, solitamente decorato con motivi di medie dimensioni. Viene indossato per recarsi in tarda primavera alle terme (o in occasione di manifestazioni estive), chiuso con un hanhaba obi, senza sottoveste e abbinato ai Geta (infradito in legno). I colori più utilizzati sono il bianco e il blu. Esiste anche un altro tipo di kimono estivo, il Jofu, in lino di alta qualità intrecciato a mano.
Nel periodo Heian (794-1185), le nobili cortigiane indossavano Yukata di lino, che venivano fasciati stretti intorno al corpo subito dopo il bagno. In seguito, gli Yukata vennero indossati anche dai guerrieri giapponesi. Nel periodo Edo (1600-1868), divenne molto popolare in seguito alla diffusione dell’uso delle terme pubbliche.


Mofuku

Il Mofuku (da “Mo“=”Pianto” e “Fuku“=”Abito”) è un kimono utilizzato per recarsi ai funerali. È completamente nero, privo di decorazioni e possiede cinque kamon. Si indossa con obi, obi-jime e calzature di colore nero, mentre l’obi-age può essere sia bianco che nero; tabi e sotto-kimono sono bianchi. Ai funerali, anche gli uomini indossano un kimono nero con cinque Kamon.


Susohiki (o Hikizuri)

In Giapponese, Susohiki e Hikizuri significano la stessa cosa, ossia “orlo trascinato” (perché si tratta di un capo più lungo dei normali Kimono, arrivando persino a superare i 2 metri di lunghezza).
In alcuni casi, l’orlo presenta un’imbottitura alta un dito o più.
In realtà, coi termini Susohiki e Hikizuri non si definiscono dei veri e propri tipi di kimono, quanto un modo di indossarli. Per esempio, se si indossa un Kurotomesode abbastanza lungo alla maniera del Susohiki (trascinando l’orlo per terra), prende automaticamente la definizione di Susohiki. Se invece viene indossato in altro modo, resta un Kurotomesode. Per lo stesso motivo, non è importante la decorazione quanto il modo in cui si indossa il capo.
Solitamente, il Susohiki viene indossato dalle Geisha e dalle Maiko (allieve Geisha) per danzare. Il Susohiki da Geisha ha le maniche di lunghezza media (in quanto è più anziana) e presenta motivi e colori meno vivaci per non distrarre dall’arte della donna. Il Susohiki da Maiko ècucito sulle spalle e nelle maniche per ricordare il kimono da bambina. Inoltre, le maniche sono lunghe quanto quelle del Furisode.


Nagajuban (o Juban)

Il Nagajuban (長襦袢), o Juban, è una sorta di sottoveste sia da uomo sia da donna per il Kimono più formale (non va indossata con gli Yukata o con altri tipi di indumento).
Più corto e sottile del Kimono, ha due utilizzi: il primo è dare forma al Kimono vero e proprio; il secondo è evitare che la seta preziosa del capo principale entri a contatto con la pelle. Si tratta infatti di uno dei tre strati, insieme a Hadayuban e Susoyuke, che si trovano sotto il Kimono.
Solitamente è bianco, ma spesso può essere colorato e decorato. L’unica parte visibile dall’esterno è il collo. A volte, i colli dei Nagajuban sono removibili: questo permette sia di lavarli indipendentemente dal capo, sia di sostituirli per abbinarli nel colore al Kimono indossato di volta in volta.