Elegante bambola vintage originale giapponese in bambù.
Questa raffinata bambola appartiene alla tradizione delle bambole di bambù di Echizen (Echizen take ningyō), una particolare forma di artigianato figurativo nata nella prefettura di Fukui nel secondo dopoguerra e oggi riconosciuta come artigianato locale designato della Prefettura di Fukui. Radicate nella più antica lavorazione locale del bambù, utilizzato da secoli per cesti e oggetti d’uso quotidiano, queste bambole si svilupparono intorno al 1951, quando i fratelli Morota iniziarono a creare piccole figure con ritagli e sezioni di bambù. In pochi anni questa produzione divenne una delle specialità più riconoscibili della zona di Maruoka, oggi nella città di Sakai.
Il territorio di Echizen è ricco di pregiate foreste di madake e mōsōchiku, due varietà di bambù impiegate da lungo tempo nella produzione di cesti, recipienti per fiori e altri oggetti d’uso. Nelle bambole Echizen, le caratteristiche naturali di questo materiale, le curvature, i nodi, le sfumature e le diverse sezioni, non vengono nascoste, ma diventano parte integrante della composizione, suggerendo il corpo, l’abito e il movimento delle figure.
Realizzata e decorata a mano, l’opera raffigura una suonatrice di shamisen, il celebre strumento giapponese a tre corde dalla lunga tastiera. La sua linea sottile attraversa diagonalmente la figura, conferendo alla composizione un elegante senso di movimento e una piacevole profondità.
Dalla manica affiora anche il grande bachi, il caratteristico plettro con cui si pizzicano e si percuotono le corde dello shamisen. Questo dettaglio, insieme alla posa raccolta e alle ginocchia leggermente inclinate, conferisce alla figura un delicato ma evidente senso di dinamismo. Lo shamisen, derivato da strumenti giunti in Giappone attraverso le Ryūkyū nel XVI secolo, si diffuse ampiamente come accompagnamento al canto, alla danza, al teatro e alle arti performative popolari.
Questa splendida bambola si distingue per gli elementi ottenuti attraverso semplici tagli e sovrapposizioni di bambù, che riescono a restituire una figura sorprendentemente dinamica. Il kimono conserva il caldo colore naturale del materiale ed è movimentato da un bordo inferiore leggermente rialzato, come sollevato dal passo della musicista o da una lieve brezza. Alcuni piccoli motivi floreali, dipinti in rosa e bianco, decorano con raffinatezza la parte bassa dell’abito.
Particolarmente suggestivo è il grande cappello intrecciato che nasconde quasi completamente il volto. La sua forma richiama un’amigasa, il tradizionale cappello di fibre vegetali a larga falda, e ricorda quello indossato dalle danzatrici dell’Awa Odori, celebre festa e danza popolare di Tokushima, che rimanda a quell’immaginario festoso e musicale.
Sul retro, la bambola rivela un ulteriore dettaglio di grande interesse: l’obi, la tradizionale cintura del kimono, è reso attraverso una fascia di bambù che avvolge il punto vita, con al centro un sottile cordoncino rosso che richiama l’obijime, il laccio ornamentale impiegato per fermare e impreziosire l’obi.
La cintura culmina sul dorso in un grande elemento arcuato, a rappresentare un morbido ed elegante nodo decorativo. Anche da questa angolazione emerge così la raffinata capacità dell’artigiano di sfruttare curvature e caratteristiche naturali del bambù per rendere la consistenza dei tessuti e la complessità dell’abbigliamento tradizionale.
Ai piedi porta un paio di piccoli geta, i tradizionali zoccoli di legno rialzati. Accanto alla musicista spicca un mazzolino di fiori chiari dal cuore giallo, accompagnato da sottili steli verdi: un dettaglio grazioso e poetico, che introduce nella scena una presenza naturale e stagionale.
È proprio nella capacità di creare una storia con mezzi essenziali che risiede il fascino delle bambole Echizen. In questa figura, il bambù diventa al tempo stesso corpo, abito, cappello, strumento musicale e movimento: una piccola scena costruita con misura, eleganza e profonda sensibilità artigianale.
Un prezioso depliant originale allegato all’opera ne racconta le origini e reca la dicitura “Raccomandato dall’Associazione dei prodotti-souvenir turistici della Prefettura di Fukui”, ulteriore attestazione del riconoscimento attribuito a questa produzione artigianale locale. La tradizione nacque intorno al 1951, quando, dopo gli anni segnati dalla guerra, dal terremoto e dalle alluvioni, alcuni artigiani locali impegnati nella realizzazione di cesti portafiori iniziarono a sperimentare l’impiego delle estremità e dei ritagli di bambù per dare vita a piccole figure decorative.
Dai primi tentativi nacquero soggetti ispirati ai giovani monaci del tempio Eiheiji, a personaggi della tradizione teatrale, a figure femminili e a musicisti. Nel maggio del 1955 queste creazioni ottennero importanti riconoscimenti alle esposizioni nazionali dedicate agli oggetti in bambù e ai nuovi prodotti, affermandosi così come una nuova e caratteristica produzione artigianale della prefettura di Fukui.
Il foglio riporta inoltre il valore simbolico attribuito al bambù nella cultura giapponese. Per la sua crescita rapida e la sua grande vitalità, il bambù è considerato un elemento beneaugurante, capace di attirare la fortuna e di allontanare le avversità; non a caso compare nelle decorazioni di Capodanno e nei riti di consacrazione del terreno. Le bambole Echizen nascono dunque anche come piccoli oggetti di buon auspicio, realizzati con il desiderio di portare felicità a chi le accoglie.
Sono inclusi:
- la confezione originale
- piastrina in legno identificativa della bambola
- un certificato di provenienza della bambola con le informazioni dell’arte delle Echizen takeningyo (vedi foto).
La base in legno, fissata stabilmente alla bambola, completa e valorizza la composizione, permettendo di apprezzarne l’equilibrio e i dettagli da diverse angolazioni.
Pur essendo un pezzo vintage, le condizioni sono molto buone.
Altezza: 18cm
Base: 8cm x 5cm















