Elegante bambola Ningyō Kimekomi vintage, originale giapponese, realizzata a mano.
Questa bambola appartiene alla prestigiosa tradizione Beishū, una delle linee artigianali più raffinate nell’ambito delle bambole kimekomi da ricorrenza. Il suo nome rimanda all’eredità di Hara Beishū, figura di grande rilievo nell’arte delle bambole giapponesi. Fondata nel 1911 e proseguita da Hara Kōshū e successivamente da Hara Yūko, questa tradizione si distingue per l’eleganza dei volti, la morbidezza delle forme, la ricchezza dei broccati e la cura nella costruzione degli abiti.
L’opera conserva la propria piastrina lignea originale, sulla quale compaiono il nome Momotarō, il riferimento a Beishū e la dicitura “salvaguardia delle tecniche del patrimonio culturale immateriale”. Un dettaglio importante, che richiama il valore di una scuola artigianale capace di trasformare la bambola da ricorrenza in una piccola opera d’arte, custode di desideri familiari, memoria e cultura giapponese.
Il suo nome è “Momotarō” e raffigura il leggendario “ragazzo della pesca”, uno degli eroi più amati del folklore giapponese e uno dei soggetti tradizionalmente associati al Tango no Sekku, la ricorrenza del 5 maggio dedicata alla crescita e alla felicità dei bambini.
Secondo la leggenda, un’anziana trovò nel fiume una grande pesca e, una volta aperta, scoprì al suo interno un bambino. Cresciuto forte e generoso, Momotarō partì per l’isola degli oni, i demoni, portando con sé i celebri kibi dango, piccoli dolci di miglio. Durante il viaggio conquistò la lealtà di un cane, una scimmia e un fagiano, che lo accompagnarono nell’impresa contro gli oni.
Per questo Momotarō è diventato una figura ideale per le bambole di maggio: rappresenta l’augurio che il bambino cresca sano, coraggioso, leale e capace di affrontare gli ostacoli della vita. Nel contesto del Tango no Sekku, non è quindi soltanto un piccolo guerriero, ma un simbolo di forza, coraggio e buon auspicio rivolto ai figli e alle nuove generazioni.
Il Tango no Sekku, celebrato il 5 maggio, è la festa nella quale le famiglie giapponesi espongono armature, elmi, bandiere, carpe koinobori e bambole di maggio per augurare ai bambini salute, energia e tenacia. Armature ed elementi guerrieri non vengono intesi come celebrazione della guerra, ma come simboli di difesa contro le avversità.
Questa bambola si distingue per il volto sereno e fiero, modellato con la dolcezza tipica delle figure infantili della tradizione kimekomi. Con il suo sguardo dolce ma determinato, Momotarō appare ancora come un bambino, ma possiede già l’atteggiamento concentrato di chi è pronto ad affrontare un’impresa importante.
Particolarmente interessante è anche la sua acconciatura, con i capelli raccolti in un alto codino e due grandi elementi bianchi piegati. Non si tratta di orecchie, ma dei tradizionali chikaragami (力紙), letteralmente “carte della forza”: fogli bianchi applicati all’acconciatura e associati, anche nell’immaginario del teatro kabuki, alla forza, all’impeto e all’energia eroica.
L’abbigliamento è ricchissimo e costruito con grande cura. Momotarō indossa un sontuoso jinbaori, il soprabito cerimoniale dei guerrieri, nei toni caldi dell’arancio e dell’oro, decorato con motivi floreali, nuvole stilizzate e preziosi disegni broccati. Le ampie maniche nei toni del verde acqua e dell’oro creano un contrasto molto elegante con la struttura più scura dell’armatura.
Sotto il soprabito è visibile l’armatura, realizzata con intrecci e fasce nei toni del rosso scuro, del nero e dell’oro, a richiamare le antiche armature lamellari giapponesi. Al fianco compare inoltre la spada nel suo fodero, visibile anche sul retro della figura: un dettaglio che completa l’immagine di Momotarō come piccolo condottiero, pronto a guidare la sua impresa contro gli oni.
Nella mano tiene un raffinato saihai (采配), il bastone di comando tradizionalmente associato ai generali e ai comandanti militari. L’impugnatura nera, rifinita alle estremità in oro, termina in un ricco ciuffo dorato dalla forma quasi floreale. In questa figura il saihai trasforma Momotarō in un giovane capo carismatico, pronto a guidare i suoi compagni di viaggio.
Accanto alla bambola si innalza il suo stendardo da parata, decorato con una grande pesca rossa e la scritta 日本一 – Nippon ichi, espressione che significa “il migliore del Giappone” o “il primo del Giappone”. Si tratta di un motto celebrativo che esalta le qualità dell’eroe, mentre la pesca richiama la sua nascita leggendaria e rende immediatamente riconoscibile il personaggio.
La bambola è realizzata con il metodo tradizionale Kimekomi, una delle più antiche e affascinanti tecniche giapponesi per la creazione di bambole, sviluppata a metà del XVIII secolo presso il Santuario di Kamigamo a Kyoto. Il corpo viene modellato con una miscela di segatura di paulownia, fibra di juta e colla di riso; su questa base vengono poi incise sottili scanalature nelle quali i lembi dei tessuti vengono inseriti con pazienza e precisione, fino a ottenere una superficie perfettamente aderente. La testa e le mani sono realizzate separatamente e dipinte finemente a mano.
L’opera comprende:
– la confezione originale, sulla quale è presente l’etichetta 米洲人形 – Beishū Ningyō, traducibile come “Bambole Beishū”, con numero identificativo No. 5206
– la piastrina lignea originale con il nome Momotarō e il riferimento alla tradizione Beishū
– due basi nere, una più piccola integrata alla figura e una più ampia, pensata per presentare l’intera composizione insieme allo stendardo.
Un’opera di grande fascino, capace di raccontare la fiaba di Momotarō attraverso la ricchezza dell’artigianato giapponese e il profondo valore simbolico delle bambole da Tango no Sekku.
Pur essendo una bambola vintage, le condizioni sono ottime.
Altezza: 33,5 cm
Base in legno: 27 cm x 21 cm x 3 cm






















