Kakemono vintage originale giapponese in seta e tela.
Il titolo dell’opera è “Take ni Suzume“, che in giapponese significa “Passeri tra i bambù“. La scena raffigura un gruppo di passeri tra gli steli di bambù, due elementi carichi di significato nella cultura giapponese e spesso accostati per il loro valore simbolico.
Il passero (suzume) è un uccello molto diffuso in Giappone, spesso presente nei campi, nei giardini e intorno alle case di campagna. Per questo è diventato emblema della vita semplice e spensierata, dell’esistenza umile ma serena, ricca di piccole gioie quotidiane.
Spesso viene contrapposto alla gru o al pavone, creature maestose e un po’ distanti, mentre il passero è vicino alla gente: caldo, semplice e familiare.
Poiché il passero vive in gruppo, è un animale sociale e raramente solitario: per questo simboleggia anche la solidarietà, la protezione reciproca e il senso di appartenenza a una comunità. Come in quest’opera, viene spesso raffigurato gonfio e paffuto, proprio come nei dipinti invernali, quando, per trattenere il calore corporeo, gonfia le piume. Questo ne accentua la tenerezza e l’aspetto infantile poiché i passeri così sembrano cuccioli da proteggere.
I passerotti sono circondati da steli di bambù, pianta che nella tradizione giapponese simboleggia forza, flessibilità e resistenza: pur piegandosi al vento e alle intemperie, infatti, non si spezza mai. Inoltre, il bambù è noto per la sua straordinaria rapidità di crescita — può crescere anche più di un metro al giorno — e per questo rappresenta anche la buona fortuna, lo sviluppo rapido e una crescita vigorosa e prospera.
L’accostamento tra bambù e passero simboleggia l’armonia della natura, l’equilibrio tra forza (bambù) e leggerezza (passeri). Questo scenario evoca un senso di tranquillità e richiama le atmosfere stagionali di fine autunno o inizio inverno. Al tempo stesso, suggerisce l’armonia tra elementi contrastanti ma complementari: una fusione naturale tra fragilità e tenacia, tra grazia e protezione.
La composizione è impreziosita da una montatura in tessuto nei toni naturali del verde e del bruno, in perfetta sintonia con l’atmosfera quieta e genuina della scena.
Il dipinto è accompagnato da un depliant che specifica:
Hamada Shōyō (Biografia sintetica)
– Nato nel 1928 (anno 3 dell’era Shōwa)
– Residente nella prefettura di Hyōgo
– Specializzato in calligrafia, habokuga, (pittura a inchiostro spezzato) paesaggi e pittura di fiori e uccelli
– Titolo onorifico o nome d’arte legato alla scuola calligrafica (lett. “Maestro Yōtō”)
– Membro dell’associazione degli artisti della prefettura
– Direttore di una scuola di calligrafia
– Consigliere dell’Associazione artistica di Akashi
– Numerose mostre personali
– Ha ricevuto premi in varie esposizioni.
Nella pittura habokuga, l’inchiostro viene steso in modo intenzionalmente irregolare, con sfumature d’acqua, colature spontanee e pennellate sfocate o vigorose, che danno vita a contrasti suggestivi e carichi di atmosfera. Il risultato è uno stile pittorico fortemente espressivo, libero e vicino all’astrazione.
Il kakemono è firmato e timbrato in basso a sinistra dall’artista Hamada Shōyō ed è custodito nella sua scatola originale in legno di paulownia, timbrata e firmata all’interno.
Pur essendo un quadro vintage, le condizioni complessive sono molto buone.
E’ disponibile in un unico esemplare.
I kakemono (da kake = appendere e mono = oggetto) o kakejiku sono dei dipinti tradizionali giapponesi su seta, cotone o carta, fissati su rotoli da appendere in senso verticale, come decorazione d’interni.
Lunghezza pannello: 128 cm
Larghezza pannello: 65 cm
Altezza quadro: 39 cm
Larghezza quadro: 51 cm















