Kimono Flaminia

Pregiata scultura vintage “Onikko no mura matsuri” – “Festa del villaggio del piccolo oni” – di Kobayashi Gudō in legno di cipresso

939.00

Altezza: 27 cm circa
Diametro massimo della base: 19 cm circa

Disponibilità: Solo 1 pezzi disponibili

Straordinaria scultura giapponese intagliata e dipinta a mano in hinoki di Kiso, una pregiata varietà di cipresso giapponese da secoli apprezzata per la finezza della venatura e le qualità ideali per l’intaglio. L’opera è firmata da Kobayashi Gudō (小林愚童), artista di Hida-Takayama noto soprattutto per le sue poetiche figure di bambini, i warabe, modellate con rara sensibilità, profonda umanità e grande partecipazione emotiva.

L’opera si intitola “Onikko no mura matsuri (鬼っ子の村まつり), letteralmente traducibile come “La festa del villaggio del piccolo oni”. Il termine onikko indica un piccolo oni, ma il suffisso affettuoso kko ne addolcisce il significato, identificandolo più precisamente un oni bambino, o “diavoletto vivace”, un piccolo essere dolce e un po’ birichino, lontano dall’immagine minacciosa del demone tradizionale.

La figura raffigura un giovane oni seduto, raccolto nell’esecuzione di un flauto traverso. Lontano dall’immagine del demone gigantesco e minaccioso della tradizione più popolare, appare qui come un personaggio bambino, vivace e aggarziato, durante uno dei momenti più suggestivi della festa: quello della musica.

Nel folklore giapponese gli oni sono creature complesse. Possono rappresentare paura, disordine e sventura, ma in molte feste locali assumono anche ruoli protettivi, rituali e persino benevoli. Esistono oni legati alla purificazione, alla protezione della comunità, alla memoria degli antenati e alla richiesta di raccolti favorevoli. L’oni rappresenta quindi una presenza ambivalente, capace di attraversare il confine tra timore, sacro, festa e protezione.

Con quest’opera, l’artista sembra richiamare l’atmosfera corale delle feste popolari giapponesi, animate da musica, processioni, danze, costumi, presenze infantili e partecipazione della comunità. In molte tradizioni locali e nelle numerose danze in cui compaiono figure oni, il flauto si accompagna al suono di tamburi, campane e canti.

Il piccolo oni sembra intento a suonare uno shinobue, il tradizionale flauto traverso spesso legato alle feste, oppure uno strumento ad esso affine. Le labbra appena dishiuse che sfiorano il flauto, gli occhi chiusi e il movimento leggero delle mani restituiscono un momento intenso, nel cuore del matsuri.

La posa è uno degli aspetti più affascinanti dell’opera. Il piccolo oni siede con il corpo raccolto e le gambe piegate, mentre il torso conserva una naturalezza infantile, lontana da qualunque rigidità. Gli occhi chiusi, le sopracciglia in rilievo appena arcuate, le palpebre sottili, le guance morbide e il naso modellato con estrema cura compongono un’espressione di intensa delicatezza e profonda concentrazione.

Le mani sono scolpite con straordinaria precisione: ogni dito è distinto, modellato e disposto con naturalezza attorno allo strumento. Il mignolo leggermente sollevato è un dettaglio di grande osservazione, capace di suggerire il movimento e di rendere ancora più realistica la presa del flauto. Le dita non appaiono immobili, ma sembrano quasi spostarsi da un foro all’altro per accompagnare il ritmo di una melodia.

Lo stesso livello di accuratezza si ritrova nei piedi, nelle orecchie finemente incise, nel piccolo ombelico e nella morbida modellazione del ventre. L’ombelico è un dettaglio tenerissimo e significativo: invece di costruire una creatura fantastica distante dall’umano, l’artista ne sottolinea il corpo infantile, innocente e vivo. È proprio qui che il personaggio perde ogni tratto minaccioso e diventa una presenza affettuosa, quasi familiare.

Sulla sommità della testa spicca il corno singolo dipinto in oro che identifica il personaggio come oni. Il piccolo indossa una semplice veste annodata in vita e alcuni ornamenti dal riflesso dorato al collo, ai polsi e alle caviglie, dettagli che contribuiscono a creare un’immagine festosa, luminosa e fiabesca.

Questa straordinaria opera si distingue per il raffinatissimo lavoro di intaglio della figura, lasciata in gran parte priva di colore e valorizzata soltanto da pochi pigmenti e leggere finiture dorate. L’artista sceglie così di lasciare al legno un ruolo centrale: le venature verticali dell’hinoki attraversano naturalmente il corpo del piccolo oni, diventando parte integrante della composizione e donando alla figura una presenza calda, viva e irripetibile.

La scelta del legno è altrettanto importante. La documentazione che accompagna l’opera riporta la dicitura 木曽ひのきに刻む – Kiso hinoki ni kizamu, cioè “intagliata nel hinoki di Kiso”. L’hinoki è il cipresso giapponese, Chamaecyparis obtusa, un legno tradizionalmente molto apprezzato in Giappone per la grana fine, la piacevole fragranza, la stabilità e la resistenza. Il Kiso hinoki, proveniente dalla regione montuosa di Kiso, è particolarmente noto per la qualità del materiale e per la lunga tradizione locale della lavorazione del legno.

Sulla schiena compare un piccolo sacchetto legato, dal quale emerge una composizione floreale che aggiunge alla scultura una dimensione narrativa. Il piccolo oni, oltre a essere un musicista, sembra un bambino in cammino verso una festa di paese, con il suo piccolo sacco sulle spalle, i fiori raccolti e portati con sé e il flauto pronto a suonare, come elementi che rendono la scena più vicina alla vita di villaggio, alla natura e al ritmo delle stagioni.

Kobayashi Gudō nacque nel 1939 a Hida-Takayama, nella prefettura di Gifu, uno dei territori più importanti del Giappone per la tradizione della scultura e della lavorazione del legno. Dopo una formazione come apprendista interno, intraprese la strada della scultura lignea e dedicò oltre trent’anni alla creazione di figure infantili, warabe, immagini di bambini caratterizzate da spontaneità, purezza, vivacità e umana immediatezza. Una mostra a lui dedicata nel 2009 presentava infatti monelli, bambini, giovani fanciulle, piccoli Buddha infantili, rilievi e anche sculture in ceramica.

La biografia originale inclusa in questa opera aggiunge informazioni molto significative: Gudō nacque nella prefettura di Gifu nel 1939, dal 1970 si dedicò soprattutto alla creazione di sculture lignee di warabe, espose a Nagoya nel 1983 e tenne mostre personali a Matsumoto nel 1987 e nel 1990. La stessa documentazione attesta inoltre che, su incarico di una commissione per la tutela del paesaggio urbano, progettò statue di bambini destinate agli angoli delle strade nel 1981 e nel 1988.

Il suo interesse per il mondo dell’infanzia sottolinea una capacità di esprimere meraviglia, innocenza, energia e spontaneità. Nel 1996 pubblicò anche una raccolta dedicata alle sue opere, Kobayashi Gudō Warabe-shū, nella quale curò personalmente opere, fotografie, poesie e calligrafie.
Un riferimento relativo a un suo allievo conferma inoltre il legame dell’artista con la tradizione della scultura di Hida-Takayama e con l’Ichii Ittōbori, l’intaglio eseguito tradizionalmente nel legno di tasso giapponese. Questa opera, tuttavia, è esplicitamente dichiarata in hinoki di Kiso e presenta una lavorazione con pigmenti e finiture dorate: per questo è preferibile non definirla un esempio canonico di Ichii Ittōbori, ma una raffinata opera di scultura lignea dell’ambiente artistico di Hida.

La scultura include:

  • la raffinata scatola in legno con apertura scorrevole, iscritta esternamente con il titolo 木彫 鬼っ子の村まつり – Scultura in legno: Festa del villaggio del piccolo oni. All’interno del coperchio è presente la firma 愚童作 – Gudō saku, “opera di Gudō”, accompagnata dal timbro personale dell’artista.
  • due plichi documentari originali: uno con la biografia dell’artista e uno con informazioni relative alla scultura, al materiale utilizzato, al titolo e al recapito storico dell’atelier. Questo insieme costituisce un importante elemento di provenienza e di documentazione, utile per comprendere il contesto dell’opera e conservarne la storia.

Questa straordinaria opera colpisce per il modo in cui riesce a riunire elementi apparentemente opposti: l’oni e il bambino, il folklore e l’intimità, la festa e il silenzio, il movimento musicale e l’immobilità della scultura. Il piccolo corno, il flauto, il sacchetto con i fiori, gli ornamenti dorati e il volto assorto compongono una figura capace di suscitare tenerezza, meraviglia e una sensazione di pace profonda.

Non è un oni da cui difendersi: è un piccolo musicista che sembra portare con sé il suono della festa, il profumo del legno e la memoria di un villaggio immaginario.

Sul bordo inferiore è presente la firma incisa dell’artista.

Pur essendo un’opera vintage piuttosto datata, le condizioni sono molto buone.

Per conservarla al meglio, è preferibile evitare luce solare diretta, fonti di calore, umidità eccessiva e prodotti detergenti. 

Altezza: 27 cm circa
Diametro massimo della base: 19 cm circa

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