fbpx

Intervista all’artigiano di kokeshi Tatsuo Kato

In passato e in questo ultimo viaggio abbiamo incontrato alcuni dei più importanti artisti di kokeshi ma, quando ci siamo trovati di fronte a Tatsuo Kato, tutto è cambiato. Normalmente i nostri incontri si svolgono ponendo delle domande preparate precedentemente a seconda dell’autore e poi si segue un filo conduttore fino all’ultima risposta. Con Kato ci siamo subito resi conto che era impossibile seguire uno schema lineare, così ho abbandonato il quaderno con le domande per lasciare al maestro tutta la libertà di esprimersi senza vincoli, assecondando il suo temperamento. L’entusiasmo e la passione per il suo lavoro sono talmente vulcanici che si viene subito investiti dalla sua multiforme visione artistica. Già dall’ingresso della sua casa, guardando le sue opere così fantasiose e originali, sembra di essere entrati in un anime di Miyazaki.
Questo è il motivo per cui in questa intervista ci sono poche domande: principalmente abbiamo ascoltato i pensieri del maestro, che sgorgavano a ruota libera con una forza e una rapidità travolgenti.

Il primo particolare che ci colpisce è la tecnica di lavorazione di alcune kokeshi.

Ci può parlare di questa particolare tecnica di intaglio?

Sono stato il primo a utilizzare questa tecnica che può definirsi a “colpi di lama” (mima il movimento come se tenesse in mano una katana). Questa tecnica si può riconoscere da tutti questi segni orizzontali sulla superficie della kokeshi, come delle sottili scanalature sul legno.

 

Dove trova l’ispirazione per realizzare le sue kokeshi?

Per me tutto è fonte di ispirazione, soprattutto le persone, di qualsiasi età. Mi piace ascoltare attentamente le loro storie e poi via via si forma un’immagine nella mia mente. Guardando voi due già ho fissato i caratteri principali e saprei già come ricrearli sul legno (mimando la forma della mia collana, il taglio degli occhi e il cappello di Alessandro).

Altre importanti fonti di ispirazione sono le storie e le leggende popolari giapponesi. Amo ricreare le loro storie sulle mie kokeshi.

Come la storia dello Zashiki-Warashi (il bambino del salotto). Si tratta di uno yōkai, uno spirito domestico e familiare del folclore giapponese, dall’aspetto di un bambino o di una bimba di 5-6 anni, con i capelli raccolti e il volto arrossato. La sua caratteristica è che si diverte molto a giocare e a fare scherzetti innocenti agli abitanti della casa.

Altra fonte di isprazione è Jizo, il protettore dei viaggatori e dei bambini che di solito viene rappresentato come un monaco. E’ anche il protettore dei bambini non nati o morti prematuramente. In questa kokeshi ho rappresentato un’opera commemorativa che raffigura appunto dei bambini mai nati che pregano: guardandoli si può ritrovare la consolazione per il dolore di non essere venuti al mondo e la pace interiore. Qualche volta nelle kokeshi può esserci qualcosa di sacro.

Generalmente ascolto le storie e poi le rielaboro a modo mio.

Altro mito molto presente nelle mie opere è quello della volpe (kitsune).

Secondo la mitologia giapponese, la volpe è un essere dotato di grande intelligenza, longevo e, con l’avanzare dell’età, in grado di sviluppare dei poteri soprannaturali. Spesso si diverte ad assumere le sembianze di una bella donna e qualche volta usa il suo fascino per ingannare gli uomini.

Ma l’80% delle mie opere ha come soggetto la luna, il motivo a me più caro. Quando la guardo mi perdo completamente nei pensieri e mi ispiro.

Credo che creare kokeshi in qualche modo renda le persone più buone e più sensibili perché per realizzarle si riflette molto, su vari aspetti della vita. Per questo amo la notte e il buio, perché non si vede nulla e tutto si può immaginare.

 

Cosa raffigura questa kokeshi?

E’ un’anguilla, con il suo tipico movimento ondulatorio. Si tratta di un pesce notturno e il suo movimento dipende dalle condizioni climatiche e dalle fasi lunari.

Qui invece ho ricreato il tema della famiglia: il motivo continua sui corpi delle kokeshi e insieme formano un disegno unico:

Prendo l’ispirazione anche dai fiori, perché ognuno ha un proprio simbolo, un suo significato e un’immagine specifica.

Questa kokeshi invece rappresenta il daikon (ravanello giapponese):

Ecco la coppia “Yamabiko“, che in giapponese significa “Eco di Montagna“:

 

Cosa raffigurano questi cinque bimbi?

Raffigurano le vocali e la loro pronuncia (una per ogni bimbo). In Giappone si pronunciano A-I-U-E-O, in Italia invece, l’ordine dei bimbi dovrebbe essere A-E-I-O-U.

Ho studiato le varie antiche tecniche di decorazione dei kimono specialmente  l’importante e pregiata tecnica Tsujigahana (辻ヶ花). Si tratta di una tecnica di decorazione che ha avuto origine nell’era Muromachi (1336 – 1573). Tsujigahana significa letteralmente “intrecci e fiori”, probabilmente perché tra i motivi si trovano linee e intrecci, all’interno dei quali venivano collocati principalmente motivi floreali. La Tsujigahana prevede un processo molto complesso che comprende diversi passaggi e che genera disegni articolati e multicolori. Ho studiato attentamente questa tecnica in un museo e poi l’ho riprodotta nelle mie kokeshi.

Mi piace pensare in maniera libera. Un giorno mia figlia mi ha parlato dell’artista Tarō Okamoto (1911-1996 pittore, scultore e scrittore giapponese noto per i suoi dipinti e sculture astratte e d’avanguardia) e guardando le sue opere mi ha fatto pensare fuori dagli schemi. Così, cosa che non avevo mai fatto prima, ho decorato anche i capelli di queste kokeshi:

Mi piace sperimentare anche forme diverse, infatti cambiando la posizione sul tornio cambia anche la forma. Sono stato allievo di Sansaku Sekiguchi, uno dei padri delle kokeshi  creative e questo mi ha portato a migliorare sempre il mio lavoro.

 

Esistono vari premi che vengono assegnati agli artisti di kokeshi, come il premio del Primo Ministro giapponese. C’è competizione tra i vari autori?

Come artisti non bisognerebbe mai diventare troppo orgogliosi delle proprie kokeshi altrimenti si andrebbe a perdere la loro bellezza originale.

 

Le sue opere si distinguono per le figure stilizzate, per i sensi di ironia, gioco e allegria che trasmettono e per le forme anticonvenzionali. Ci vuole parlare del suo stile?

Le mie kokeshi rispecchiano molto il mio carattere curioso, ironico e vivace. Amo le belle donne (in particolare ricorda Sofia Loren) e la musica, soprattutto quella suonata con lo shamisen, (strumento caratterizzato da una cassa tondeggiante e tre corde) suonato nel genere caratterizzato dal ritmo più veloce e pizzicato.
Ancora oggi quando lavoro sono pieno di entusiasmo e mi sento ancora un ragazzino che ha ancora tanto da fare (ride).

Il maestro ci mostra la Medaglia d’onore con nastro giallo, importante riconoscimento che viene rilasciato a chi si sia specializzato in campi come agricoltura, commercio, industria e abbia sviluppato tecniche e risultati che saranno un esempio per gli altri.
Questo riconoscimento è stato conferito solo a tre artisti di kokeshi: Aoki Ryoka, Sansaku Sekiguchi e Tatsuo Kato.

Opera composta da tre elementi: l’Oiran (Cortigiana di altissimo rango durante il periodo Edo (1600-1868) e ai lati le sue due assistenti. Questa straordinaria opera è stata scelta per il manifesto del 60° All Gunma Modern Kokeshi Concours.

 

Foto di kokeshi scattate nella sua abitazione:

di Kimonoflaminia

 

Tatsuo Kato è uno dei più importanti e quotati autori viventi. Nasce nel 1940 nella prefettura di Gunma e studia sotto la guida di quello che è considerato il maggiore artista di kokeshi moderne, il Maestro Sansaku Sekiguchi.

Durante la sua carriera Tatsuo Kato riceve numerosi premi tra cui l’ambitissimo concorso nazionale “National Exhibition of Modern Kokeshi” nel 1981.

Nel 2017 vince il “Prime Minister Award“, il premio più importante.

​Ancora oggi continua la sua opera, anche se le sue kokeshi sono estremamente difficili da reperire e le quotazioni sono in continuo aumento.

Attualmente è giudice del All Japan Creative Kokeshi contest e membro del Japan Creative Kokeshi Craft Association.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Creazione Siti WebRealizzazione Siti Web Roma
Torna su