fbpx

Intervista all’artigiano di kokeshi Toa Sekiguchi

Toa Sekiguchi è un artista di kokeshi pluripremiato. Nato a Maebashi nella prefettura di Gunma nel 1942, nel 1985 ha ricevuto il “Minister of edication Award” e nel 2001 l’ambitissimo e il più importante “Prime Minister Award”. Tra gli altri veri premi ricordiamo il “The Minister of International Trade and Industry”.

 

Le sue kokeshi seguono principalmente due stili molto diversi: uno dalle forme lineari e stilizzate e dal colore naturale del legno e un altro caratterizzato da figure femminili molto eleganti e dai colori brillanti. E’ stato un percorso sperimentale oppure ha voluto portare avanti contemporaneamente più stili?

Normalmente utilizzo uno stile più semplice e colorato per le kokeshi più popolari mentre per le opere più importanti, che molto spesso presento ai concorsi, preferisco delle forme più scultoree e imponenti, quasi prive dell’utilizzo del colore. Amo utilizzare il legno di hiba, uno dei più importanti perché negli anni non cambia colore.

Personalmente preferisco il legno naturale ma le kokeshi più vivaci generalmente incontrano di più il gusto popolare. I collezionisti amano quelle che porto ai concorsi, per i negozi invece sono più adatte quelle colorate.

 

Può parlarci del modo in cui realizza le sue kokeshi?

Il mio modo di lavorare è molto accurato e scrupoloso. Inoltre sono l’unico ad applicare alle kokeshi la tecnica di doratura detta “foglia d’oro”. Si tratta di un processo realizzato con diverse tecniche per impreziosire il manufatto tramite l’apposizione di uno strato sottile di oro. Ho utilizzato questa tecnica per la kokeshi Tsuta (つた) – Edera giapponese (vedi foto sotto), come si vede dalle decorazioni del kimono.

 

Dove trova l’ispirazione per realizzare le sue kokeshi?

L’ispirazione può nascere da varie fonti, come dalla forma di alcuni oggetti che trovo interessanti oppure semplicemente guardando un programma in televisione, facendomi catturare da una figura interessante. Appena mi arrivano le idee butto giù immediatamente degli schizzi per fissarle prima che spariscano. Il nome è molto importante: in genere prima decido il nome della kokeshi e poi penso a come realizzarla. Successivamente scelgo il tipo di legno più adatto e infine la forma e il colore.

 

Come ha iniziato a creare le kokeshi?

Mio padre costruiva giocattoli di legno in una fabbrica. Da bambino mi era proibito avvicinarmi al lavoro di mio padre e toccare i suoi strumenti, altrimenti si arrabbiava. Poi, raggiunti i 12 o 13 anni d’età, ho provato a creare una kokeshi e da quel momento mio padre non ha detto più nulla e mi ha considerato pronto per imparare il mestiere.

Iniziai così a realizzare giocattoli per bambini, miniature e trottole in una fabbrica.

 

Esistono vari premi che vengono assegnati agli artisti di kokeshi, come il più ambito premio del Primo Ministro giapponese. C’è competizione tra i vari autori?

Per quanto mi riguarda esiste una competizione sana e positiva. Ogni artigiano vede le opere degli altri, nelle quali vi può trovare uno stimolo per fare sempre meglio. C’è sempre molto rispetto per le opere altrui anche quando potrebbero non piacere. La cosa più importante è non diventare orgogliosi e troppo pieni di sé, specialmente dopo aver vinto un premio.
Ognuno è proprietario del suo mondo ma fra noi artigiani siamo tutti solidali perché facciamo parte di un gruppo solido e compatto.

 

Esistono due tipi di kokeshi, quelle di tipo tradizionale e quelle di tipo creativo. Quali sono le differenze più importanti? 

Le kokeshi tradizionali (dentō kokeshi) hanno una struttura caratterizzata dal corpo cilindrico, privo di arti e dalla testa rotonda. Hanno dei limiti per la loro creazione, per il numero di colori da utilizzare e per la forma. La tipologia di kokeshi è caratteristica della zona di produzione ed è rimasta sempre invariata fin dalle sue origini. Esistono undici scuole con caratteristiche uniche che permettono di distinguere la provenienza della bambola.

Le kokeshi creative (sōsaku kokeshi) invece, sono totalmente libere nel processo di creazione e ogni artigiano può crearle a seconda della propria fantasia e del proprio stile, senza limiti.

Una caratteristica fondamentale delle kokeshi creative è che non prendono il nome dalla città di provenienza, come quelle di tipo tradizionale o come altre bambole (es. hakata ningyo). Quindi non si può capire da dove vengano semplicemente guardandole.

Negli anni 50, un commerciante di questa zona è andato nel Tōhoku, nel nord del Giappone e, vedendo le kokeshi che in quel periodo erano molto popolari, ne portò una piccola a Gunma: da lì è iniziato tutto. La prima kokeshi (tradizionale, ndr) che arriva a Gunma è di tipo Yamagata e viene dalla città di Yonezawa. A Yamagata c’era un gruppo di artigiani che realizzava kokeshi di qualità mentre a Gunma all’inizio non c’era un ambiente simile. Questo ha creato inizialmente una certa competizione tra Gunma e Yonezawa. Oggi invece le kokeshi di Gunma hanno una qualità elevata, soprattutto grazie al concorso che ricerca sempre nuovi talenti e nuovi tipi di kokeshi.

 

 

Nel corso degli anni le kokeshi sono diventate una vera e propria forma d’arte. Come è avvenuto il passaggio da souvenir a opera d’arte?

Originariamente le kokeshi erano solo dei souvenir destinati ai turisti. A un certo punto alcuni artigiani hanno iniziato a cambiare lo stile delle kokeshi, a ricrearle da zero, ognuno secondo le proprie idee. Ancora oggi, quando riesco a creare una kokeshi in armonia con il mio pensiero mi sento felice e molto soddisfatto.

 

Dove si tengono i concorsi?

Ci sono due importanti concorsi di kokeshi: uno a Shiroishi, in cui si possono ammirare kokeshi provenienti da tutto il paese, sia di tipo tradizionale che creativo e uno a Maebashi, nella prefettura di Gunma, in cui si trovano esclusivamente kokeshi Creative.

 

Quale potrebbe essere il futuro delle kokeshi?

Nel periodo d’oro della creazione delle kokeshi, c’era un gruppo di circa 150 importanti artigiani. Al momento attuale purtroppo ne sono rimasti circa 20-25 e alcuni di noi hanno già detto che si ritireranno. Purtroppo, essendo un lavoro molto pesante, pochi giovani vogliono seguire questi passi.

 

Guardando la sua collezione notiamo la presenza di una matrioska, la bambola tipica della tradizione russa. Sembra che nei primi anni del Novecento le kokeshi furono prese come modello per realizzare la prima matrioska. Quale delle due bambole è nata per prima?

Secondo noi giapponesi è nata per prima la kokeshi. Se parlate con un giapponese vi dirà che l’origine è in Giappone, mentre in Russia vi diranno che è in Russia! (ride).

di Kimonoflaminia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Creazione Siti WebRealizzazione Siti Web Roma
Torna su